Siamo un esercito di sognatori. E per questo siamo invicibili
Pubblichiamo l’appello di Alternativa ribelle per la manifestazione del 15 ottobre Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa: indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili della Banche e [...]
Tutti in piazza il 15 Ottobre!
Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa: indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili della Banche e occupa le stanze dei bottoni. Ci hanno cresciuto nel culto di [...]
Unire i giovani e la sinistra per essere più forti domani
Dispositivo finale dell’assemblea di Alternativa ribelle al campeggio nazionale di Frassanito (28 agosto 2011) Il contesto nel quale svolgiamo questa assemblea non è ordinario. Una delle più pesanti manovre finanziarie degli ultimi vent’anni si è aggiunta alla penultima di analoga gravità, varata non più tardi di un mese fa. Il nostro Paese, dunque, non fa [...]
I report dei workshop della nostra assemblea fondativa
Di seguito troverete i report dei quattro workshop tenutisi durante i lavori dell’ assemblea fondativa di Alternativa Ribelle (Ribalta), del 4-5 Giugno 2011 LAVORO Comprendere e analizzare il cambiamento nel mondo del lavoro è comprendere il mutamento del sistema di produzione, con una prospettiva di classe, partendo dagli interessi di chi subisce i meccanismi del [...]
Dall’America Latina all’Europa…il futuro non è scritto!
Condivisione, non profitto!
Quando è stato chiuso Megaupload mi sono ricordato di Napster, il primo sistema di peer-to-peer nato nel 1999. Napster ha rappresentato anche il primo attimo di smarrimento per chi, mentre il web diventava fenomeno di massa, iniziava a sperimentare la possibilità di condividere materiale virtuale, quando il 24 settembre 2001 un giudice ordinò ai server Napster di chiudere l’attività e pagare un indennizzo di 26 milioni di dollari. L’accusa: violazione di copyright. Ed è qui il fulcro della questione, la volontà da parte delle major produttrici e distributrici di musica, video, programmi e quant’altro di mantenere in piedi il sistema di profitto che le ha fatte arricchire nel novecento, pretendendo che i prodotti culturali non possano avere libera circolazione anche dopo averne pagato il prezzo. Ma la rete ha i suoi anticorpi ed ha sempre trovato il modo di rigenerarsi aprendo nuove strade che di fatto rendono impari la lotta per gli organismi di controllo. E’ successo e succederà di nuovo, ma intanto il 19 gennaio Megaupload è stato posto sotto sequestro dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Un grand jury della Virginia aveva spiccato un mandato d’arresto internazionale per Kim Schmitz, fondatore del sito, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Kim, nome d’arte Dotcom, è stato arrestato ad Aukland in Nuova Zelanda, immediatamente dopo è avvenuto l’oscuramento del sito. Da notare che l’oscuramento avviene il giorno successivo un vero e proprio sciopero della rete, che ha visto rimanere chiusi migliaia di siti per 24 ore in segno di protesta, contro le leggi a difesa del copyright in discussione al Congresso americano. Immediata la risposta della rete, in poche ore le attività di hackeraggio si sono moltiplicate, dietro la sigla Anonymous, fino a disattivare siti come quelli della Universal Music, del dipartimento di giustizia americano e dell’FBI. Le leggi in discussione al Congresso sono due: il Pipa (protect intellectual property act), presentata a maggio 2011 dal democratico Leahy contro la pirateria online, e il Sopa ( stop online piracy act) Anch’esso in difesa del diritto d’autore e contro la pirateria, presentato ad ottobre dal repubblicano Smith, che il 20 gennaio, in seguito alle proteste ne ha annunciato il ritiro. Megaupload aveva un flusso di 50 milioni di visite al giorno, pari al 4% di tutto il traffico internet mondiale, una macchina che, insieme al suo sito di streaming Megavideo, divorava pubblicità per 135 miliardi di euro. Rispetto alla pirateria negli anni c’è stata molta ipocrisia, ne siamo tutti coinvolti, a partire dall’industria musicale e dei software che hanno sempre fornito delle versioni illegali dei loro prodotti per favorire il passaparola tra i potenziali acquirenti. Ma oggi è evidente che la vera fonte di profitto stanno diventando gli accessi che soppiantano la proprietà. Per questo si corre ai ripari con una nuova strategia, colpire il rivenditore/grossista e non l’utente, in questo modo la mannaia è più efficace. Per esempio in Francia si sta modificando la legge Hadopi troppo focalizzata sull’utente ultimo. Rimane comunque evidente come difficilmente si avranno risultati concreti nel fermare il downloding con leggi e processi. Il fenomeno è troppo vasto per essere colpito a forza di cause giudiziarie. Basti pensare che i contenuti pirata rappresentano il 24% dei consumi su internet. Al primo posto ci sono i siti di cyberlocker ( che offrono spazio per la condivisione di file) con 500 milioni di utenti al mese, di cui 93 utilizzavano Megaupload e poi c’è BitTorrent con 250 milioni al mese. Ma non tutto il mondo è paese, mentre negli Stati Uniti la percentuale di programmi scaricati illegalmente si ferma al 20% in Cina sale al 78%,così che aziende come la Microsoft in Cina guadagnano come in Olanda. Comunque vada la guerra per la major è persa in partenza ad esse si oppone un’enorme voglia di condivisione. Il diritto alla proprietà intellettuale, se vuole essere riconosciuto, deve adattarsi all’epoca digitale. I prezzi dei prodotti sono fuori portata rispetto alla richiesta, ma non vogliamo neanche avere come maestri gli impresari della pirateria. Da un lato bisogna ricercare un’alternativa legale: se la differenza tra facilità d’uso, costo e disponibilità tra contenuti legali o illegali fosse minore la scelta degli utenti sarebbe diversa, dall’altro va ripresa la pratica del copyleft che insieme a specifiche tecniche rappresenta un sentimento ed un’esigenza culturale della nostra generazione.
Tenendo presente che per noi la rete è un luogo per produrre e condividere e che per ora non abbiamo intenzione di tornare sul divano a consumare.
Francesco D’Agresta
Siamo un esercito di sognatori. E per questo siamo invicibili
Pubblichiamo l’appello di Alternativa ribelle per la manifestazione del 15 ottobre
Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa:
indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili della Banche e occupa le stanze dei bottoni.
Ci hanno cresciuto nel culto di un sistema economico che ci chiedeva flessibilità, “spirito d’impresa” e sacrifici promettendo ricchezza. Siamo diventati precari, apprendisti sfruttati, stagisti non pagati, studenti universitari vessati da tasse sempre più alte e finanziamenti sempre più bassi. Abbiamo comprato i loro prodotti, rinunciato a mutui e pensioni. Abbiamo perso diritti sul lavoro conquistati con continua… »
Tutti in piazza il 15 Ottobre!
Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa: indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili della Banche e occupa le stanze dei bottoni.
Ci hanno cresciuto nel culto di un sistema economico che ci chiedeva flessibilità, “spirito d’impresa” e sacrifici promettendo ricchezza. Siamo diventati precari, apprendisti sfruttati, stagisti non pagati, studenti universitari vessati da tasse sempre più alte e finanziamenti sempre più bassi. Abbiamo comprato i loro prodotti, rinunciato a mutui e pensioni. Abbiamo perso diritti sul lavoro conquistati con continua… »
Unire i giovani e la sinistra per essere più forti domani
Dispositivo finale dell’assemblea di Alternativa ribelle al campeggio nazionale di Frassanito (28 agosto 2011)
Il contesto nel quale svolgiamo questa assemblea non è ordinario. Una delle più pesanti manovre finanziarie degli ultimi vent’anni si è aggiunta alla penultima di analoga gravità, varata non più tardi di un mese fa. Il nostro Paese, dunque, non fa eccezione e subisce e a sua volta alimenta – da perfetto ingranaggio del capitalismo occidentale – i caratteri di una crisi con pochissimi precedenti nella storia contemporanea.
L’esplosione dei mercati finanziari è l’altra faccia della medaglia della depressione economica di un sistema sempre più incapace di sopravvivere a se stesso. continua… »
I report dei workshop della nostra assemblea fondativa
Di seguito troverete i report dei quattro workshop tenutisi durante i lavori dell’ assemblea fondativa di Alternativa Ribelle (Ribalta), del 4-5 Giugno 2011
LAVORO
Comprendere e analizzare il cambiamento nel mondo del lavoro è comprendere il mutamento del sistema di produzione, con una prospettiva di classe, partendo dagli interessi di chi subisce i meccanismi del sistema, dovendo sottostare a ricatti sempre più forti e evidenti.
Considerare centrale la questione del lavoro (a livello di analisi e di proposta) permette di assumere pratiche politiche capaci di guardare al medio e lungo periodo, rompendo quel meccanismo di isolamento delle lotte per cui ogni giorno si rincorre la singola vertenza perdendo di vista una prospettiva strategica complessiva. La scarsa presenza di giovani lavoratori nell’ambito continua… »


